L’Appennino Bolognese si estende a sud della città Bologna allungadosi in direzione Firenze, raccordo tra il nord e il sud dell’Italia, da sempre terra di mezzo e di passaggio oltre che d'insediamento di antiche civiltà che hanno lasciato memorie indelebili della loro presenza. Innumerevoli i viaggiatori che attraversarono le nostre terre nel corso dei secoli, e preziose le testimonianze che raccolgono le immagini regalate al mondo da questi cieli. “Un oceano di montagne che fuggono ad ondate successive....benedico il cielo di non essere un sapiente: questi ammassi di rocce mi hanno provocato stamattina un'emozione assai viva”
Stendhal
Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva dal basso, per chiudere verso sud il continente tra due mari. [...] È un così bizzarro groviglio di pareti montuose, a ridosso l'una dell'altra,che spesso non si può nemmeno distinguere in che direzione scorre l'acqua. »
Goethe
Monzuno
Il territorio del Comune di Monzuno si colloca tra le valli del Setta, del Savena e del Sambro (che rappresentano i tre principali corsi d'acqua della zona), a 36 km circa da Bologna e 78 km da Firenze, ed ha una superficie di 65,02 kmq.
Il capoluogo si trova ad un'altitudine di 632 metri sul livello del mare, mentre la vetta più alta (e tra le principali dell'Appennino Bolognese) è Monte Venere, a 996 m.
Nel territorio comunale risiedono, a fine 2010, 6.500 abitanti. Il capoluogo ha 1.901 residenti, mentre la frazione principale è Vado, lungo il Setta, con 2.787 abitanti. Altre frazioni rilevanti sono Rioveggio (1.055 abitanti), all'incrocio tra Setta e Sambro, e Brento (233 abitanti), nell'area collinare sovrastante Pianoro.
Le frazioni minori sono Trasasso (154 abitanti), Montorio (128), Gabbiano (117), San Rocco (64) e Valle (61).
Sono presenti attività agricole, agrituristiche e di allevamento. Vi sono, inoltre, rilevanti attività artigianali e di piccola/media industria, specie nella frazione di Rioveggio. Molte le attività commerciali, distribuite soprattutto nei centri più popolosi. Il Comune, particolarmente nella sua parte più alta, rappresenta una meta turistica storica della montagna bolognese, specialmente nel settore delle seconde case.
Lungo la valle del Setta scorrono importanti vie di comunicazione nazionali: la Ferrovia Direttissima Bologna-Firenze (stazione a Vado) e l'Autostrada del Sole A1 (caselli a Rioveggio e, nelle immediate adiacenze, di Sasso Marconi), attualmente soggetta ai lavori della Variante di Valico.
Il territorio è attraversato, tra Monte Adone e Monte Venere, dalla Via degli Dei, importante percorso che consente agli escursionisti di attraversare l'Appennino da Bologna a Firenze a piedi, a cavallo o in mountain bike.
Il capoluogo si trova ad un'altitudine di 632 metri sul livello del mare, mentre la vetta più alta (e tra le principali dell'Appennino Bolognese) è Monte Venere, a 996 m.
Nel territorio comunale risiedono, a fine 2010, 6.500 abitanti. Il capoluogo ha 1.901 residenti, mentre la frazione principale è Vado, lungo il Setta, con 2.787 abitanti. Altre frazioni rilevanti sono Rioveggio (1.055 abitanti), all'incrocio tra Setta e Sambro, e Brento (233 abitanti), nell'area collinare sovrastante Pianoro.
Le frazioni minori sono Trasasso (154 abitanti), Montorio (128), Gabbiano (117), San Rocco (64) e Valle (61).
Sono presenti attività agricole, agrituristiche e di allevamento. Vi sono, inoltre, rilevanti attività artigianali e di piccola/media industria, specie nella frazione di Rioveggio. Molte le attività commerciali, distribuite soprattutto nei centri più popolosi. Il Comune, particolarmente nella sua parte più alta, rappresenta una meta turistica storica della montagna bolognese, specialmente nel settore delle seconde case.
Lungo la valle del Setta scorrono importanti vie di comunicazione nazionali: la Ferrovia Direttissima Bologna-Firenze (stazione a Vado) e l'Autostrada del Sole A1 (caselli a Rioveggio e, nelle immediate adiacenze, di Sasso Marconi), attualmente soggetta ai lavori della Variante di Valico.
Il territorio è attraversato, tra Monte Adone e Monte Venere, dalla Via degli Dei, importante percorso che consente agli escursionisti di attraversare l'Appennino da Bologna a Firenze a piedi, a cavallo o in mountain bike.
TURISMO
Il territorio offre gradevoli scorci tipici dell'Appennino Emiliano, in particolare nelle frazioni che sovrastano l'abitato di Rioveggio e nell'area di Monte Venere. Sono inoltre presenti alcune testimonianze storiche, come la Torre di Montorio (già possesso dei Panico), i nuclei cinquecenteschi dell'Agadello di Sotto (nei pressi di Monzuno) e delle Croci (tra Monzuno e Monte Venere), o la casa-torre del XV secolo di Ca' Marsili (nei pressi di Rioveggio).
Il territorio, per altitudine, scenario paesaggistico e rete sentieristica, si presta straordinariamente alle passeggiate di salute e alla ricreazione del corpo e dello spirito.
Il territorio, per altitudine, scenario paesaggistico e rete sentieristica, si presta straordinariamente alle passeggiate di salute e alla ricreazione del corpo e dello spirito.
AMBIENTE
Il territorio, a causa delle differenti condizioni climatiche e della limitata antropizzazione, presenta situazioni ambientali differenziate, riassumibili in tre zone: le bancate arenarie della zona di nord-est nei pressi di Monte Adone, con arbusti e lecci; le zone boscate nei pressi del corso di Setta e Savena; i boschi tipicamente appenninici dell'area sud, con querce, castagni e cerri.
Nelle zone di medio e alto bosco, specie tra Selve e Vado, prosperano funghi e tartufi di ottima qualità. Diffuso nel territorio il castagneto da frutto, con la produzione dei migliori marroni del bolognese. Il bosco appenninico è inoltre abitato da diversi animali, tra cui spiccano gli ungulati (cinghiali, cervi, caprioli), ma anche popolazioni di istrici e di rapaci. Fontane e sorgenti punteggiano il territorio comunale.
Di particolare rilevanza geologica l'area del Contrafforte Pliocenico, tra Monzuno e Brento, dominata da Monte Adone (655 m), ora protetto da una Riserva Regionale.
Una parte del territorio monzunese rientra nei confini del Parco Storico di Monte Sole.
Nelle zone di medio e alto bosco, specie tra Selve e Vado, prosperano funghi e tartufi di ottima qualità. Diffuso nel territorio il castagneto da frutto, con la produzione dei migliori marroni del bolognese. Il bosco appenninico è inoltre abitato da diversi animali, tra cui spiccano gli ungulati (cinghiali, cervi, caprioli), ma anche popolazioni di istrici e di rapaci. Fontane e sorgenti punteggiano il territorio comunale.
Di particolare rilevanza geologica l'area del Contrafforte Pliocenico, tra Monzuno e Brento, dominata da Monte Adone (655 m), ora protetto da una Riserva Regionale.
Una parte del territorio monzunese rientra nei confini del Parco Storico di Monte Sole.
STORIA
La zona tra Setta e Savena risulta abitata sin dal periodo eneolitico, e uno sviluppo più consistente si riscontra in età imperiale romana. Nell'alto Medioevo spiccano per importanza gli abitati di Brento e di Montorio, il cui castello segnava il confine tra longobardi e bizantini; nei pressi era situata l'importante pieve di San Pietro di Sambro. Nei secoli successivi, e fino alla sua distruzione nel 1376, il castello di Monzuno è centro importante del potere sulle terre appenniniche, luogo delle contese fra le famiglie di da Monzone e Panico e sede di un vicariato della montagna. Dopo varie vicissitudini in epoca moderna, il territorio monzunese entra nella storia unitaria d'Italia come Comune.
Il primo '900 è caratterizzato dalla costruzione della Ferrovia Direttissima, inaugurata nel 1934, e dal collegato trasferimento della sede comunale a Vado (1930). Durante la seconda guerra mondiale, nell'autunno 1943, sul territorio si forma la Brigata Partigiana Stella Rossa, guidata da Mario Musolesi, detto Lupo; nel rastrellamento, che coinvolge anche la Brigata, tra il 29 settembre e il 10 ottobre 1944, l'esercito nazista compie l'eccidio di Monte Sole (o di Marzabotto), con la strage di molti civili di Vado e delle frazioni vicine, che segna indelebilmente la storia di Monzuno. Il Comune è tra i fondatori della Scuola di Pace di Monte Sole.
Tra il 1956 e il 1960, viene costruita l'altra infrastruttura che solca il territorio, l'Autostrada del Sole.
Negli ultimi anni, dopo lo spopolamento storico della montagna nella seconda metà del XX secolo, si registra un sensibile incremento demografico.
Il primo '900 è caratterizzato dalla costruzione della Ferrovia Direttissima, inaugurata nel 1934, e dal collegato trasferimento della sede comunale a Vado (1930). Durante la seconda guerra mondiale, nell'autunno 1943, sul territorio si forma la Brigata Partigiana Stella Rossa, guidata da Mario Musolesi, detto Lupo; nel rastrellamento, che coinvolge anche la Brigata, tra il 29 settembre e il 10 ottobre 1944, l'esercito nazista compie l'eccidio di Monte Sole (o di Marzabotto), con la strage di molti civili di Vado e delle frazioni vicine, che segna indelebilmente la storia di Monzuno. Il Comune è tra i fondatori della Scuola di Pace di Monte Sole.
Tra il 1956 e il 1960, viene costruita l'altra infrastruttura che solca il territorio, l'Autostrada del Sole.
Negli ultimi anni, dopo lo spopolamento storico della montagna nella seconda metà del XX secolo, si registra un sensibile incremento demografico.
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