martedì 7 febbraio 2012

La Banda Bignardi di Monzuno

Il Brano Battuti è stato scritto dal Maestro Alessandro Marchi, per musicare l'opera teatrale Mistero Buffo di Dario Fo'. E' stato suonato dalla Banda Bignardi di Monzuno in occasione del concerto per Orthopaedics ONLUS organizzato da Cesare Faldini, che si è tenuto all'Istituto Ortopedico Rizzoli nel novembre 2009.

Concorso del Festival Internazionale delle Abilità Differenti

Il Festival Internazionale delle Abilità Differenti, organizzato dalla Cooperativa Sociale Nazareno, giunge alla sua 14esima edizione e ha per tema “Imprevedibile bellezza”.
Dal 3 al 15 maggio 2012, nelle città emiliane di Carpi, Modena, Correggio e Bologna i protagonisti saranno gli artisti con differenti abilità: attori, musicisti, cantanti, ballerini esprimeranno il proprio talento e la propria imprevedibile bellezza.

Gli appuntamenti del Festival 2012 spaziano dagli spettacoli teatrali alle rassegne cinematografiche, dai convegni specializzati alle rassegne musicali con artisti internazionali, dai laboratori al concorso-rassegna Open Festival.

Quest’ultimo vedrà confrontarsi le compagnie emergenti di danza e di teatro che saranno valutate da una giuria di esperti che decreterà le migliori performance e assegnerà un premio.
L’Open Festival avrà luogo al Teatro Asioli di Correggio, Reggio Emilia, per l’occasione aperto gratuitamente al pubblico che vorrà assistere alle sfide, previa prenotazione dei posti.

La Direzione Artistica del Festival, sulla base dei materiali ricevuti entro il 22 febbraio, selezionerà 4/5 partecipanti per ogni categoria (teatro e danza).
Sono ammessi sia gruppi sia artisti singoli operanti nel campo della disabilità che presentino uno spettacolo della durata di 20 minuti massimo.

Per maggiori informazioni, è possibile scaricare il regolamento completo dell’Open Festival 2012.

Festival Internazionale delle Abilità Differenti

lunedì 6 febbraio 2012

Incanti di terre lontane. Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra otto e novecento

All’inizio fu l’Oriente vicino, l’esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò ancora più ad Oriente, verso quelle culture e quelle atmosfere dell'estremo oriente altrettanto esotiche e forse ancora più incantevoli.

Ed è su questo lontano Oriente, lo stesso che diviene popolare grazie ai romanzi d’avventura popolati da tigri o dal fumo conturbante dell’oppio, lo stesso che ammaliò tutta Europa grazie alle delicate armonie dei racconti e delle incisioni giapponesi, che si sofferma la grande mostra che Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, promuove con il titolo “INCANTI DI TERRE LONTANE. HAYEZ, FONTANESI e la pittura italiana tra otto e novecento”.

Un titolo articolato per dar conto delle diverse anime che danno vita a questa affascinante esposizione.
I due protagonisti innanzitutto, Hayez e Fontanesi. L’Oriente del primo è quello vicino, mediterraneo, non direttamente vissuto ma sapientemente evocato. Quello del secondo, invece, è l’Oriente estremo, o almeno un lembo di esso, il lontano Giappone, regno che lo ospitò a lungo, onorandolo, e che lui a sua volta volle onorare.

Intorno ai due, i molti altri che lungo gran parte di questo secolo, l’Ottocento appunto, hanno descritto gli incanti, le malie di terre ai più ignote e per questo ancora più affascinanti.
Un centinaio di opere degli Orientalisti italiani, con molte novità. A partire dalla presenza, straordinaria di alcuni dei più importanti dipinti di Francesco Hayez. A Palazzo Magnani si potranno infatti ammirare l’Odalisca della Pinacoteca di Brera, la Ruth delle Collezioni Comunali di Bologna e Un’odalisca alla finestra di un Harem di una nota collezione privata.

 Palazzo Magnani

Le donne che hanno fatto l'Italia

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Museo Civico “Castello Ursino” di Catania ospita dal 3 febbraio all’8 marzo 2012 la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia” che, attraverso dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali, cimeli, ricostruisce un percorso che attesta come le donne abbiano fortemente contribuito al processo di unificazione, ai cambiamenti e alla crescita del Paese.

La mostra, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unità Tecnica di Missione, dal Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dal Comune e dalla Prefettura di Catania in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, sarà inaugurata giovedì 2 febbraio alle ore 16.30 alla presenza di Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il coordinamento e la direzione generale sono di Alessandro Nicosia con la consulenza scientifica di Marco Pizzo ed Emanuele Martinez per le sezioni “Le Donne del Risorgimento italiano” e “Donne insieme”; Miriam Mafai per le sezioni “Le Protagoniste” e “Le Prime”; Lea Mattarella per la sezione “Le Donne e l’Arte”.

La mostra
Dal 1861, anno dell’unificazione nazionale, al 2011, anno in cui si festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la visibilità delle donne, come soggetto sociale, giuridico e politico, è profondamente cambiata.
La storia della nostra nazione si è fatta per mano anche femminile, con coraggio, determinazione, passione. Dalle eroine di quegli anni, alle quali, grazie alla collaborazione dell’Istituto per il Risorgimento Italiano di Roma, è dedicato il primo segmento della mostra, si dipana una lunga narrazione fatta di testimonianze fotografiche, artistiche, filmiche, documentali che attraversano i diversi momenti storici e politici vissuti dall’Italia, e segnano di volta in volta una trasformazione e un rinnovamento che appartiene a tutto il Paese.

Le donne che hanno fatto il Paese sono state tante: da sole o unite in esperienze collettive, le donne hanno saputo affermare progressivamente le proprie idee, guadagnando posizioni di rilievo e una rinnovata concezione di sé.
Non c’è ambito, sfera o settore della nostra storia nazionale che non conosca grandi nomi femminili: ricordare le donne e il loro percorso politico-sociale porta a tracciare un racconto costellato di grandi e piccole - ma sempre intense - battaglie, indispensabili all’abbattimento di disuguaglianze sia nella sfera privata sia in quella pubblica; raccontare delle donne italiane nella letteratura equivale a riscoprire pagine di grande spessore stilistico e autentica vocazione letteraria, con nomi di scrittrici di primo piano; descrivere le donne italiane nel campo dell’arte conduce, grazie ai nomi di grandi pittrici, a scoprire e riscoprire immagini fondamentali per l’evoluzione artistica italiana.

Ripercorrendo la storia si scoprono protagoniste eccellenti; alcune hanno nomi noti, come Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le due sole donne italiane premiate con il Nobel, Lina Merlin, Nilde Iotti e Tina Anselmi, donne di primo piano della scena politica, Bice Lazzari, Carla Accardi, Marisa Merz, grandi nomi dell’arte italiana; altre invece, dai nomi meno conosciuti, hanno compiuto scelte in grado di incidere nell’evoluzione politica e sociale italiana, come Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato con coraggio un matrimonio riparatore, Alfonsina Strada, prima donna al Giro d’Italia in gara con corridori uomini, o Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano e delle lotte per la conquista del diritto di voto alle donne.

Le sezioni
- Le Donne del Risorgimento italiano, in cui sono illustrate le figure di alcune delle protagoniste delle vicende risorgimentali e della vita pubblica e sociale dell’Ottocento: da Cristina Trivulzio di Belgioioso a Enrichetta Di Lorenzo; da Clara Maffei a Maria Mazzini e altre ancora. Figure che intendono essere indicative delle varie declinazioni con le quali le donne partecipano alle idealità risorgimentali partecipando attivamente ai moti insurrezionali o sostenendo circoli letterari o, ancora, elevando gli affetti familiari a dignità nazionale, come nel caso di Adelaide Bono Cairoli.
- La sezione Le Protagoniste approfondisce il racconto della vita e dell’attività di alcune grandi protagoniste del progresso evolutivo del Paese nei più diversi ambiti, come Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Matilde Serao, Francesca Cabrini, Luisa Spagnoli, Marisa Bellisario, Palma Bucarelli e tante altre.
- Nella sezione Le Prime si racconta, ripercorrendone le date, ma soprattutto i nomi e l’operato delle sue protagoniste, un’insolita cronologia: quella delle prime conquiste femminili in diversi settori della cultura, della politica, della società, dello sport, dell’arte.
Ecco allora che viene ricordata la prima laureata in Lettere, la prima docente universitaria, la prima Presidente della Camera, la prima donna processata per aborto, e via dicendo.
- Donne insieme, in questa sezione sono illustrati alcuni momenti in cui la figura femminile acquista maggior valore simbolico rivestendo un ruolo collettivo. Sono le azioni di vita di un gruppo di persone che sono state individuate per la loro funzione di lavoro – come nel caso delle Maestre, delle Mondine, delle Balie o delle Tabacchine – che contribuì a rendere evidenti particolari situazioni sociali o drammatiche condizioni lavorative o di scelte di vita particolati – come quelle delle crocerossine o delle religiose. In altri casi quella comunanza di lavoro e di intenti è collegata a particolari momenti storici – come nel caso delle donne impiegate nelle industrie belliche durante la prima guerra mondiale o le donne durante il fascismo – fino ad arrivare alle protagoniste della costruzione della Repubblica – dalle partigiane alle donne dell’Assemblea Costituente.
- Donne e arte vuole rendere omaggio alle principali artiste del nostro Paese. Una mostra nella mostra, in cui ammirare grandi capolavori dell’arte italiana. Sono diversi i momenti e le correnti artistiche che emergono dalla selezione, dall’espressionismo della Scuola Romana, all’astrattismo, dalle influenze pop sbarcate soprattutto a Roma alla nostrana Arte Povera.

Collaboratori tecnici: Rai Teche, Cinecittà Luce
Organizzazione generale e realizzazione: COMUNICARE ORGANIZZANDO
Catalogo: Gangemi
Orario: da lunedì a sabato 9.00 – 13.00; 14.30 – 19.00; domenica 9.00 – 20.00
INGRESSO GRATUITO Per informazioni: tel. 095/345830; e-mail: museocivico.castelloursino@comune.catania.it

lunedì 30 gennaio 2012

Magazzini Sonori

Cos'è Magazzini Sonori

Magazzini Sonori è un contenitore digitale che accoglie le produzioni artistiche realizzate nei teatri, nelle rassegne e nei festival, nei concerti, nei conservatori e nelle scuole di musica della regione Emilia-Romagna.
È una sala d'ascolto per chi ama la musica, un luogo per conservare e valorizzare un patrimonio artistico insostituibile, ed insieme una rappresentazione "dal vivo" delle tradizioni musicali dei teatri della nostra regione, dalla lirica alla concertistica, dal jazz al soul alla musica leggera, dai cori alle bande.
Se si considera che questo patrimonio, oltre ad essere il sale vero della nostra cultura e della nostra terra, è anche estremamente "volatile" (perché spesso affidato solo alla memoria personale o filtrato con estrema parsimonia dall'attività commerciale delle case discografiche) si comprende bene come Magazzini Sonori rappresenti una delle nuove vie percorribili per la salvaguardia e la valorizzazione di questa ricchezza storico musicale.
In tale ottica, Magazzini Sonori ha solo finalità promozionali e non richiede né acquista i diritti di riproduzione su disco e di commercializzazione dei brani registrati o inviati in diretta, sia musicali che parlati. È quindi assolutamente esclusa ogni forma di attività commerciale.
Gli enti musicali quali i teatri, le associazioni, le fondazioni e i festival sono i punti di contatto tra il progetto della Regione Emilia-Romagna e gli artisti, e collaborano a Magazzini Sonori sulla base di una convenzione. Le registrazioni da loro fornite, accompagnate dalla firma di un'apposita liberatoria, vengono raccolte e messe in rete per l'ascolto in streaming (ed eventualmente anche in podcasting).
I gruppi e i singoli artisti che conferiscono volontariamente e direttamente al sito attraverso il servizio FreeZone autorizzano l'uso delle loro registrazioni, che vengono pubblicate online e offerte agli utenti in forma digitale.
L'utilizzo di tecnologie digitali per le registrazioni delle proprie produzioni è oramai prassi corrente all'interno dei teatri. In alcuni casi, con decisione saggia e lungimirante, alcuni concedono al sistema delle radio locali il segnale per trasmettere in diretta e/o in differita i concerti e le performance offerte al pubblico. In altri casi, sono le prove ad essere oggetto di registrazione e di trasmissione.
Magazzini Sonori si è inserito in questo filone, proponendosi di costruire una piazza virtuale da offrire al villaggio della stragrande maggioranza di coloro che non frequentano le platee per motivi vari; ma che potrebbero frequentarle se attirati e convinti dall'ascolto di quello che vi succede.
Di alcuni eventi e concerti, anche Magazzini Sonori realizza trasmissioni in diretta o in differita, ampliando così la portata del progetto da solo archivio a motore di iniziative volte ad allargare il numero degli ascoltatori raggiunti dai prodotti teatrali.
In altre parole, anche questa è una strada per la formazione del pubblico. E se poi le distanze sono tali da scoraggiare l'abitudine, il gradimento può diventare motivo di un progetto turistico.
E, nel frattempo, si ascolta quello che succede in questa famosa Emilia-Romagna, culla della musica e del teatro, anche stando a 100, a 1000, a 10000 chilometri di distanza.

Le nuove tecnologie per la salvaguardia del patrimonio culturale e la formazione di nuovo pubblico

Magazzini Sonori si colloca a pieno titolo fra le iniziative mirate alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano attraverso l'uso delle nuove tecnologie e dell'informatica, seguendo le direttive e le sollecitazioni del progetto della Commissione Europea MICHAEL (Multicultural Inventory of Cultural Heritage in Europe), approvato al fine di valorizzare e far conoscere in tutto il mondo la ricchezza, la vastità e la varietà del patrimonio culturale europeo attraverso internet.

Magazzini Sonori 

sabato 28 gennaio 2012

Premio Amarena Fabbri

Non c’è da stupirsi che un’azienda il cui packaging è un vaso creato da un importante artista del Novecento, abbia dato vita a un premio per l’arte tra i più ambiti. Il connubio tra Fabbri e creatività è scritto nel dna dell’azienda fin da quando, negli anni Venti, Gennaro Fabbri chiamò il celebre ceramista Enrico Gatti per disegnare il mitico vasone bianco e blu. A rinsaldare poi il sodalizio con l’universo artistico arrivarono negli anni Cinquanta i filmati pubblicitari firmati Fabbri, “Un pittore alla settimana”, incentrati su personalità emergenti della pittura, tra cui un giovanissimo Guttuso, e ospitati in quel geniale contenitore che fu Carosello.
È in questa lunga scia che, nel 2005, per celebrare un secolo di vita, Fabbri ha istituito un premio per rinnovare il suo impegno nel campo dell'arte. Giunto alla quarta edizione, il premio torna a Bologna proprio in questi giorni, in occasione di Arte Fiera, quando le opere finaliste - dipinti, sculture e fotografie – si potranno ammirare all’interno della mostra «Un secolo e 7», a cura di Alberto Agazzani, in programma dal 28 gennaio al 16 febbraio all’Accademia delle Belle Arti (via Belle Arti 54; ingresso gratuito). I nomi dei vincitori saranno svelati invece domenica 29 gennaio nello spazio Art Talk dei padiglioni della fiera mercato di arte contemporanea.
Trenta gli artisti in gara, di cui una quindicina coloro che si presentano con opere di pittura, nove gli scultori e sette i fotografi, tutti selezionati nel panorama italiano ed internazionale invitandoli a reinterpretare l’universo Fabbri, con i suoi simboli e i suoi prodotti, per raccontarli con sentimento, immaginazione e passione.
Un’iniziativa, quella ideata da Fabbri, che mira da sempre a cogliere talento e innovazione sulla scena artistica italiana attraverso lo sguardo di chi l’arte la crea e la vive.
Per chi non passa da Bologna, le opere si possono ammirare anche online: Premio Amarena Fabbri

giovedì 26 gennaio 2012

ARTE FIERA

Apre domani venerdì 27 gennaio Arte Fiera; uno dei più importanti appuntamenti d'arte contemporanea.

Qui sotto trovate il link al sito della manifestazione con tutte le informazioni sulla Fiera e le manifestazioni che si terranno in città: la splendida Bologna.

 Arte Fiera